
Tommaso, o Tomaso come amava firmarsi, al pari del padre Domenico fu direttore di biblioteche, e per questo nel 1925 si trasferì alla nazionale Braidense di Milano, città dove sarebbero quindi vissuti mio nonno e mio padre. Il regime fascista, col quale rifiutava di collaborare, lo trasferì per qualche anno a Modena.
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